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Come Costruire una Batteria Aggiuntiva per una Fotocamera

Luca No Comments

La batteria della vostra fotocamera dura troppo poco? Allora potete seguire questa guida! Grazie a pochissimi accessori riuscirete a costruire una batteria aggiuntiva semplicemente con l’utilizzo di batterie ricaricabili. In questo modo risparmierete il 70% sull’acquisto di un’altra batteria.

Occorrente
Portabatterie da 1.5V X 4
4 Batterie da 1.5V
Jack di connessione con fotocamera
Saldatore
Connettore per portabatterie
30 cm di cavo elettrico fino

Per Una Fotocamera Innanzitutto procuriamoci tutto il materiale descritto nella guida presso un negozio di elettronica ben fornito. Per quanto riguarda il jack di connessione alla fotocamera possiamo acquistarlo portando con noi il caricabatterie originale della fotocamera e mostrando il jack al negozio di elettronica.

Ora prendi il cavo elettrico e colleghiamo ad uno dei suoi estremi i due cavetti del connettore per portabatterie. Saldiamo il tutto utilizzando un saldatore e dello stagno elettrico. Fatta la salature copriamo i fili elettrici con del nastro isolante. Prendiamo il jack e saldiamolo all’altro estremo del cavo elettrico.

Prima di saldarlo controlliamo la polarità collegando il cavetto alla videocamera. Saldato anche il jack ricopriamolo utilizzando del nastro isolante. Non ci resta che collegare il jack alla videocamera e il connettore al porta batterie con le batterie inserite per goderci la nostra nuova e fiammante batteria nuova.

Come Allenarsi con l’Ellittica

Luca No Comments

La meccanica muscolare di anca e gambe è pensata per camminare, correre e saltare, ma non per realizzare movimenti circolari.

L’azione di camminare è molto più vicina al movimento ellittico che al movimento circolare, per questo quando realizziamo un movimento ellittico utilizziamo di più e meglio i muscoli delle anche e delle gambe.

Quando camminiamo, il momento di maggiore implicazione muscolare è quando il nostro piede spinge all’indietro sul suolo affinché il nostro corpo si muova in avanti. All’indietro questo movimento non può essere imitato nelle biciclette statiche normali, invece è molto simile al movimento all’indietro delle bici ellittiche. In uguale maniera succede col movimento verso il davanti e verso il basso del piede quando si avvicina al contatto col suolo.

Anche nel reclutamento muscolare abbiamo grandi differenze tra le bici classiche circolari e le ellittiche. Nonostante nelle circolari con un buon lavoro di tecnica si possa arrivare a lavorare gran parte della muscolatura dell’anca e delle gambe, sarà sempre più complicato per certi fasci muscolari che nelle biciclette ellittiche.

Nelle ellittiche si spinge all’indietro per un percorso molto più lungo il pedale e si reclutano muscoli come il bicipite femorale ed i glutei, invece nelle biciclette circolari il movimento all’indietro, se si effettua una pedalata rotonda, è molto breve, usando suolo certe fibre e lasciando gran parte della muscolatura a parziale riposo. Nella bicicletta ellittica per allenare gli ischio tibiali ed i glutei non è necessaria tecnica, il movimento del pedale ci porta a realizzare correttamente il movimento, senza necessità di realizzare un apprendistato tecnico della pedalata.

Nel movimento verso avanti succede la stessa cosa, il pedale ci obbliga ad utilizzare totalmente il quadricipite, tanto quando andiamo verso avanti in orizzontale come quando spingiamo verso il basso e verso avanti. Nelle biciclette circolari questo movimento è quasi completamente verso il basso, lavorando su parte del quadricipite ma non su tutti i fasci muscolari che si sfruttano nell’azione di camminare o correre.

Nelle biciclette tradizionali, nonostante si mantenga una posizione la più corretta possibile, la colonna non avrà mai una posizione comoda e naturale. Dovremo essere inclinati verso avanti per potere arrivare al manubrio. Nelle biciclette ellittiche si sta in piedi, in posizione bipede, la posizione più naturale per la nostra colonna. Non è necessaria molta tecnica e disciplina per mantenere la posizione eretta durante l’allenamento con bici ellittiche, invece nel ciclismo tradizionale non potremo sempre avere una posizione corretta.

Come Pulire Camera da Letto

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In questa guida spieghiamo come pulire la camera da letto in modo semplice e veloce.

Per prima cosa togliere i lenzuoli dal letto e incominciare a sistemare il lenzuolo inferiore agganciando bene i lati. Poi sistemare il lenzuolo superiore, mettere i cuscini e coprire sistemando con il piumone.

Proseguire con lo spolverare i mobili con un panno morbido di cotone, rimuovere prima la polvere, dopo spruzzare mangia polvere e continuare a spolverare fino ad ottenere una superficie pulita e lucida. In questa fase è possibile anche utilizzare un aspirabriciole, che essendo meno potente di un aspirapolvere può essere passato senza rischi. Per dettagli su questi strumenti è possibile vedere il sito Aspirabriciole.com.

Poi con un detergente per vetri pulire tutti gli specchi fino a non fare rimanere aloni; spazzare il pavimento, e lavarlo con un panno di cotone. Dopo che sarà tutto asciutto sistemare la stanza con tappeti e cuscini. Infine srpuzzare un pò di deodorante per ambiente e la stanza così sarà pulita.

Come Riparare Portasapone a Muro

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In questa guida imparerete a riparare i più comuni portasapone a muro in pochi e semplici passi. Tutto ciò che vi occorre è un giravite, della carta vetrata ed eventualmente delle nuove viti. Per effettuare questa riparazione non servono particolari doti manuali, ma basta seguire le varie fasi qui riportate.

Per prima cosa individuate la tipologia di portasapone da riparare. Potrebbe accadere che col tempo questo portasapone si stacchi dal muro per cedimento delle viti oppure per rottura del piano d’appoggio. In ogni caso conviene smontare il tutto e acquistare i pezzi rotti e, successivamente, rimontare l’intero portasapone. Smontate il portasapone come mostrato in figura, fino ad avere il solo foro praticato all’interno delle piastrelle e del muro.

Pulite la piastrella attorno al foro utilizzando un piccolo raschietto (nei casi più difficili), una carta vetrata a grana sottilisima oppure una spugnetta abrasiva. A questo punto recatevi in una ferramenta e prendete delle viti a pressione simili, per dimensioni, a quelle precedenti. Inserite prima in un foro e poi nell’altro le viti, dopo averle fatte passare per i pomelli decorativi (che hanno anche la funzione di nascondere le piastrelle rovinate attorno al foro).

Ora avvitate per bene con un giravite le due viti, senza stringere eccessivamente. Il pomello dovrà comunque risultare ben fermo contro la parete. A questo punto montatate i ferri di appoggio (con la relativa base) attorno ai pomelli. Infine completate l’opera avvitando gli ultimi due pomelli (che hanno la funzione di nascondere alla vista le viti) con le mani. Fate attenzione, annche in questo caso, a non stringere troppo i pomelli, altrimenti rischiate di romperli.

Come Scegliere Camino per Casa

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Il camino è stato il primo metodo di riscaldamento in una abitazione. Nell’antichità era conosciuto come “focolare” domestico, mentre nel medioevo assume la forma tipica che ancora oggi conosciamo. Visitando un castello o una vecchia abitazione di paese non si può fare a meno di notare la presenza di un camino in qualsiasi stanza della casa. Fino al XIX secolo la legna è stata l’unico combustibile disponibile per riscaldare l’ambiente interno di un’abitazione. Oltre che per riscaldare l’aria della stanza, il camino era normalmente utilizzato anche per cucinare in sostituzione dei nostri contemporanei forni.

I primi camini erano privi di canna fumaria. Il fumo prodotto dalla combustione non fuoriusciva dall’ambiente in cui era riposto, per questa ragione il fuoco veniva fatto bruciare in un’apposita stanza annerita, detta atrio. Soltanto con i Normanni si diffuse l’uso della canna fumaria, in grado di far fuoriuscire all’esterno il fumo della combustione nella parte superiore del camino tramite la presenza della canna fumaria fino al comignolo esterno.

Tipi di camino
Attualmente esistono principalmente due tipi di camino, distinti dalla presenza o meno del contatto diretto tra il fuoco e l’ambiente interno della stanza.

Camino a camera aperta. E’ il classico camino con apertura del focolare rivolta verso la stanza da riscaldare. I moderni camini a camera aperta sono progettati per lavorare ad elevati livelli di efficienza, pur utilizzando lo stesso metodo già in uso da molti secoli. In questi impianti è particolarmente importante definire la dimensione della bocca del focolare, per fare in modo che una minima parte del calore del focolare si disperda verso la canna fumaria di scarica. L’efficienza del camini è aumentata anche dalla presenza di materiali termici riflettenti e isolanti sui lati del camino.
Camino a camera chiusa. Questo tipo di camino non è a contatto diretto con l’ambiente della stanza da riscaldare. La combustione ha luogo dietro ad un vetro in una camera chiusa realizzata con materiale refrattario. La diffusione del calore avviene per irraggiamento diretto e per convezione. Questi camini sono caratterizzati da un rendimento maggiore ed una maggiore autonomia di funzionamento (circa 8 ore) rispetto a quelli a camera chiusa, ma sono anche più costosi da installare. Il camino a camera chiusa consente di riscaldare anche altre stanze oltre quella in cui è situato. Grazie al moto convettivo naturale (o alla presenza di termo-ventilatori) l’aria calda circola in appositi tubi verso gli altri locali della casa.
Le dimensioni del camino devono essere adeguate all’ambiente interno ove è collocato. E’ quindi necessario sempre rivolgersi a ditte specializzate. In questa pagina abbiamo introdotto alcuni aspetti di base che approfondiremo successivamente in altre pagine di questo sito.