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Come Pulire Camera da Letto

Luca No Comments

In questa guida spieghiamo come pulire la camera da letto in modo semplice e veloce.

Per prima cosa togliere i lenzuoli dal letto e incominciare a sistemare il lenzuolo inferiore agganciando bene i lati. Poi sistemare il lenzuolo superiore, mettere i cuscini e coprire sistemando con il piumone.

Proseguire con lo spolverare i mobili con un panno morbido di cotone, rimuovere prima la polvere, dopo spruzzare mangia polvere e continuare a spolverare fino ad ottenere una superficie pulita e lucida. In questa fase è possibile anche utilizzare un aspirabriciole, che essendo meno potente di un aspirapolvere può essere passato senza rischi. Per dettagli su questi strumenti è possibile vedere il sito Aspirabriciole.com.

Poi con un detergente per vetri pulire tutti gli specchi fino a non fare rimanere aloni; spazzare il pavimento, e lavarlo con un panno di cotone. Dopo che sarà tutto asciutto sistemare la stanza con tappeti e cuscini. Infine srpuzzare un pò di deodorante per ambiente e la stanza così sarà pulita.

Come Riparare Portasapone a Muro

Luca No Comments

In questa guida imparerete a riparare i più comuni portasapone a muro in pochi e semplici passi. Tutto ciò che vi occorre è un giravite, della carta vetrata ed eventualmente delle nuove viti. Per effettuare questa riparazione non servono particolari doti manuali, ma basta seguire le varie fasi qui riportate.

Per prima cosa individuate la tipologia di portasapone da riparare. Potrebbe accadere che col tempo questo portasapone si stacchi dal muro per cedimento delle viti oppure per rottura del piano d’appoggio. In ogni caso conviene smontare il tutto e acquistare i pezzi rotti e, successivamente, rimontare l’intero portasapone. Smontate il portasapone come mostrato in figura, fino ad avere il solo foro praticato all’interno delle piastrelle e del muro.

Pulite la piastrella attorno al foro utilizzando un piccolo raschietto (nei casi più difficili), una carta vetrata a grana sottilisima oppure una spugnetta abrasiva. A questo punto recatevi in una ferramenta e prendete delle viti a pressione simili, per dimensioni, a quelle precedenti. Inserite prima in un foro e poi nell’altro le viti, dopo averle fatte passare per i pomelli decorativi (che hanno anche la funzione di nascondere le piastrelle rovinate attorno al foro).

Ora avvitate per bene con un giravite le due viti, senza stringere eccessivamente. Il pomello dovrà comunque risultare ben fermo contro la parete. A questo punto montatate i ferri di appoggio (con la relativa base) attorno ai pomelli. Infine completate l’opera avvitando gli ultimi due pomelli (che hanno la funzione di nascondere alla vista le viti) con le mani. Fate attenzione, annche in questo caso, a non stringere troppo i pomelli, altrimenti rischiate di romperli.

Come Scegliere Camino per Casa

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Il camino è stato il primo metodo di riscaldamento in una abitazione. Nell’antichità era conosciuto come “focolare” domestico, mentre nel medioevo assume la forma tipica che ancora oggi conosciamo. Visitando un castello o una vecchia abitazione di paese non si può fare a meno di notare la presenza di un camino in qualsiasi stanza della casa. Fino al XIX secolo la legna è stata l’unico combustibile disponibile per riscaldare l’ambiente interno di un’abitazione. Oltre che per riscaldare l’aria della stanza, il camino era normalmente utilizzato anche per cucinare in sostituzione dei nostri contemporanei forni.

I primi camini erano privi di canna fumaria. Il fumo prodotto dalla combustione non fuoriusciva dall’ambiente in cui era riposto, per questa ragione il fuoco veniva fatto bruciare in un’apposita stanza annerita, detta atrio. Soltanto con i Normanni si diffuse l’uso della canna fumaria, in grado di far fuoriuscire all’esterno il fumo della combustione nella parte superiore del camino tramite la presenza della canna fumaria fino al comignolo esterno.

Tipi di camino
Attualmente esistono principalmente due tipi di camino, distinti dalla presenza o meno del contatto diretto tra il fuoco e l’ambiente interno della stanza.

Camino a camera aperta. E’ il classico camino con apertura del focolare rivolta verso la stanza da riscaldare. I moderni camini a camera aperta sono progettati per lavorare ad elevati livelli di efficienza, pur utilizzando lo stesso metodo già in uso da molti secoli. In questi impianti è particolarmente importante definire la dimensione della bocca del focolare, per fare in modo che una minima parte del calore del focolare si disperda verso la canna fumaria di scarica. L’efficienza del camini è aumentata anche dalla presenza di materiali termici riflettenti e isolanti sui lati del camino.
Camino a camera chiusa. Questo tipo di camino non è a contatto diretto con l’ambiente della stanza da riscaldare. La combustione ha luogo dietro ad un vetro in una camera chiusa realizzata con materiale refrattario. La diffusione del calore avviene per irraggiamento diretto e per convezione. Questi camini sono caratterizzati da un rendimento maggiore ed una maggiore autonomia di funzionamento (circa 8 ore) rispetto a quelli a camera chiusa, ma sono anche più costosi da installare. Il camino a camera chiusa consente di riscaldare anche altre stanze oltre quella in cui è situato. Grazie al moto convettivo naturale (o alla presenza di termo-ventilatori) l’aria calda circola in appositi tubi verso gli altri locali della casa.
Le dimensioni del camino devono essere adeguate all’ambiente interno ove è collocato. E’ quindi necessario sempre rivolgersi a ditte specializzate. In questa pagina abbiamo introdotto alcuni aspetti di base che approfondiremo successivamente in altre pagine di questo sito.

Come Affrontare l’Università – Consigli Utili

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Il mondo dell’università è certamente complesso e molto diverso dal tipo di formazione scolastica. Questo non vuol dire però che sia un percorso impossibile! Anzi! Se fatto con volontà, ambizione ed interesse può diventare l’esperienza più importante dei nostri anni di crescita.

Prima di tutto scegliete una facoltà che vi piace! è vero che bisogna essere attenti al proprio contesto e quindi intraprendere un corso di studi che può effettivamente portare ad un lavoro ma questo non vuol dire soffocare le tendenze. Sforzandoci in qualcosa che non ci interessa la fatica e lo sforzo andrà contro l’obiettivo. Se invece si canalizzano le proprie energie in qualcosa che sviluppi le nostre potenzialità si potrà arrivare a qualcosa che ci permetterà di guadagnare.

Seguite le lezioni! Sono molto importanti: non servono solamente a cominciare a conoscere la materia! Servono soprattutto a cominciare ad imprimersi nella mente dei concetti. è come iniziae a studiare. Quando si aprirà il libro alcuni concetti saranno già noti e bisognerà solo ripassarli. Ma attenzione: seguite solo quelle dove siete realmente attenti! Evitate di stare in aula a tempo perso per pensare ad altro.

Dividetevi la mola di studio! Non ritrovatevi a dovere fare tutto a pochi giorni dall’esame. Dividete le pagine dei libri per il numero di settimane del corso: vi verrà un numero irrisorio di pagine da leggere durante la settimana. Un peso minimo!

Quando studiate costruitevi mappe concettuali o stilate riassunti. Questo vi permetterà di collegare i concetti ed ad avere una visione d’insieme. Inoltre sarà utile per un veloce ripasso. Ed infine, ma non in ordine di importanza, vi permetterà di mantenere la concentrazione. In questo modo non leggerete con la testa altrove.

Come Stirare una Camicia

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Che noia stirare ma non è che si possa sempre ricorrere alla lavanderia (alla lunga i costi salgono), perciò, bisogna farlo.

In questa guida spieghiamo come fare. Nella guida facciamo riferimento al ferro da stiro, ma oggi sono anche disponibili strumenti che permettono di velocizzare l’operazione come queste presse da stiro.

Se la tua camicia è molto stropicciata, allora uno spray specifico o una bottiglietta d’acqua possono aiutarti: spruzza il liquido sulle parti da stirare.

Se la camicia ha un colletto fissato con bottoni, sbottona questi ultimi. Poi, stira le seguenti parti in ordine e una alla volta: colletto da tutte e due le parti, le maniche, il dietro e il davanti. Ora, stira il colletto prima da un verso e poi dall’altro. Per le maniche, invece, apri bene il polsino e stiralo, prima da un verso e poi dall’altro. Dopo, appoggia la manica all’asse, allineando bene la cucitura sotto l’ascella e stirala dal polso verso la spalla. Alla fine, adagia il ferro sul polsino stirato e chiuso.

Passa, ora, al davanti: è consigliabile stirare prima il lato senza bottoni, procedendo dal basso verso l’alto. Ora, stira il lato con i bottoni, sempre dal basso verso l’alto. Per fortuna, il dietro della camicia si stira in una volta sola ma facendo attenzione alle pieghette. Così come è stirata, ora appendila delicatamente all’attaccapanni e chiudi solo il primo bottone del colletto.

Se proprio vuoi piegarla, per prima cosa chiudi i bottoni, a partire dal colletto, uno sì e uno no. Afferra le estremità delle spalle e adagia la camicia sull’asse da stiro, a pancia in giù. Piega il primo lato della camicia secondo un asse parallelo all’altezza e, quindi, riponi la manica nello stesso senso (attenzione alla distanza tra collo e punto di piegatura sulla spalla: deve essere uguale su ambe due i lati). Dopo aver piegato in due la camicia e controllato che la piegatura sia simmetrica, passa il ferro sulle pieghe.