Cucina

Come Abbinare il Vino Giusto al Cibo

Luca No Comments

Siamo abituati ad assaggiare i vini della nostra regione di origine. Per esempio allora i piemontesi amano i vini di un certo corpo, in emilia romagna invece si preferisce il vino fresco e frizzante. In altre località (alto adige, per es.) si predilige prestar attenzione al profumo.

Ognuno di noi usa come parametro il vino a cui è abituato per giudicare quello di altri luoghi. Se proviamo ad ampliare il discorso anche alla combinazione giusta del vino a una certa pietanza, allora non ci si raccapezza più. Intanto, il vino deve essere portato in tavola alla temperatura giusta. L’ideale è avere a disposizione un cantinetta frigo per vino, che permette di impostare la temperatura desiderata.

Cosa certamente più importante da considerare è che bisogna scegliere sempre i vini bianchi più giovani: infatti per i bianchi non vale la teoria dell’invecchiamento. Mai bere un vino bianco che abbia superato i tre anni d’età perchè sicuramente si tratta di un vino che ha perso quelle caratteristiche che formano il suo pregio!

Il discorso è simile anche per i vini rosati e per i vini rossi, con le giuste differenze. I vini italiani solitamente non sono vini che hanno bisogno di essere invecchiati per regalare le loro qualità migliori. Nella maggioranza dei casi i vini invecchiati da più di 10 anni hanno perso non solo le loro caratteristiche, ma rischiano anche di non essere più bevibili a causa dell’ossidazione. In ogni caso bisogna considerare l’invecchiamento solo prendendo in considerazione gli anni passati dalla vendemmia e quindi quelli passati in botte, non quelli passati in bottiglia!

Sono pochissimi i vini italiani che devono invecchiare per dare il meglio. Sono i cosiddetti re della tavola, i vini più nobili, come il raboso, il grignolino, l’inferno, il barolo. Essi devono essere serviti con carni rosse o cacciagioni.

Tra i vini che invece si adattano perfettamente a tutto i pasti, senza discriminazioni, abbiamo:
tra i bianchi: il riesling, il tocai, il soave;
tra i rossi: il bardolino, il barbero, il merlot.
Buona bevuta.

Come Conservare i Tartufi

Luca No Comments

Molti dicono che la conservazione dei tartufi, siano essi bianchi o neri, non è possibile, visto che la nobiltà stessa dell’alimento, e le sue caratteristiche, lo impediscono. Per conservare il tartufo per tempi più o meno lunghi, nero o bianco che sia, ti confido un trucco di un trifulau, ovvero, un cercatore di tartufi dell’albese.

I migliori tartufi sono sicuramente quelli bianchi delle colline di Alba, nel cuneese. Se hai il piacere di degustare questa prelibatezza per palati sopraffini, il difficile è conservarli, poichè è un alimento molto facilmente deteriorabile. La prima cosa che perde è l’aroma, con una straordinaria facilità al marcimento.

Puoi conservare il tartufo in diversi modi, ma te ne consiglio uno in particolare: utilizza un contenitore a chiusura ermetica, in modo che il profumo non si disperda. Dopo aver disposto i tartufi nel contenitore, ricoprili con cenere o riso, in modo che ne mantengano l’umidità e non li facciano asciugare e marcire, e recuperali solo al momento dell’uso. Se utilizzi il riso per conservare i tartufi ricordati che ne assorbirà il profumo, quindi non gettarlo via ma utilizzalo per fare dei risotti.

Un altro modo di conservazione che ti posso consigliare, è quello di utilizzare dei contenitori di vimini. Avvolgi uno ad uno i tartufi in carta paglia umida, che dovrai ricordarti di cambiare e inumidire ogni giorno. Con questo metodo di conservazione riuscirai a mantenere la fragranza del tubero al massimo per dieci giorni.

Un’altra soluzione, se si dispone di una macchina per sottovuoto, è la conservazione sottovuoto.
Bisogna preparare la macchina e chiudere con attenzione il sacchetto contenente il tubero. Il sacchetto deve essere chiuso in modo ermetico, in caso contrario si rischia di fare il sottovuoto invano. Dopo avere controllato eventuali punti aperti, inseriamo il sacchetto nella macchina e aspiriamo tutta l’aria contenuta. Vedremo il sacchetto restringersi su se stesso e cingere completamente il tartufo intero.

Il metodo che ti consente di conservarli più a lungo è quello di congelarli, procedura
pulisci il tubero con carta da cucina per liberarlo dalle impurità senza lavarlo.
Procurati del burro di prima qualità, scioglilo a bagnomaria, poi passalo in frigo, dopo un quarto d’ora vedrai che le due parti si saranno divise. Prendi solo la parte che galleggia (solo burro) e quando è ancora a pomata immergi il tartufo a scaglie. Fai delle palline e avvolgile in un pezzo di carta da forno inumidita e ben strizzata e poi in pellicola e metti nel congelatore. Consuma entro due o tre mesi.

Come Fare Torta con il Formaggio e l’Uvetta

Luca No Comments

Nella guida seguente, ti consiglio un’altra ricetta buonissima, la torta al formaggio e uvette. Questo dolce è uno dei miei preferiti ed è abbastanza facile da preparare. Se ti ho incuriosito, leggi questa guida e inizia a preparare questo dolce buonissimo.

Occorrente
1 kg di ricotta
100 g di uvetta
2 cucchiai di essenza di rum
500 g di farina
250 gr burro
2 uova
Buccia di limone o di arancia
Zucchero a velo
1 tuorlo d’uovo
100 ml di acqua

Una volta acquistato gli ingredienti, sei pronto a preparare questo dolce buonissimo. La prima cosa da fare è quella di mettere le uvette in una padella insieme al rum e le lasci da parte. Poi, devi preparare la pasta, ma se la trovi gia’ fatta al supermercato, puoi usare quella, io ti consiglio di prepararla in casa, sarà più buona e avrai più soddisfazione. Ora metti in un vassoio le uova e mescolale bene con il burro. In seguito, aggiungi pian piano la farina e l’ acqua, mescolando per tutto il tempo. Dopo aver aggiunto tutta l’ acqua, mescola fino a quando ottieni un impasto morbido ed appiccicoso.

Ora, metti dello zucchero sopra il formaggio e mescola fino quando diventa omogeneizzata la composizione. Aggiungi la buccia di limone o la buccia d’arancia. Versa un po’ di farina mescolando continuamente fino a quando il formaggio si è omogeneizzato. Infine, aggiungi l’ uvetta e avrai così pronto il ripieno per la torta.

Riprendi l’ impasto fatto al primo passo e dividilo in due parti. Una parte la devi stendere sul vassoio in cui cucinerai la torta. Sopra, aggiungi la composizione fatta al secondo passo, ma abbi cura di distribuirla sulla tutta superficie del vassoio. E infine, sopra, aggiungi l’altra parte dell’impasto rimasto. Taglia i bordi che superano la superficie del vassoio, e lubrifica su tutta la superfice del foglio con il tuorlo d’uovo.

Inserisci il vassoio in forno preriscaldato a 180 gradi e lascialo cuocere per 40 minuti. Quando la torta è dorata la puoi togliere dal forno. Lasciala raffreddare, e tagliala a forma e fette che desideri tu, aggiungendoci sopra una nuvola di zucchero a velo. Si può servire sia calda che fredda. Se vuoi variare un po’, invece di usare come ripieno per la torta le uvette, puoi usare le mele.

Come Fare Tortine di Patate

Luca No Comments

Facile da realizzare, una delizia, i bambini ne vanno matti, i grandi le preferiscono al gateau. Puoi realizzarla utilizzando i salumi o i formaggi che ti avanzano, non ha ingredienti obbligati. Ha brevi tempi di preparazione e volendo puoi prepararli, metterli in frigo e infornarli il giorno dopo.

Occorrente
500 grammi di patate
200 grammi di mortadella
200 grammi di emmental
50 grammi di burro
Pan grattato
500 gr di farina
Olio d’oliva qb
Sale pepe
Piccoli contenitori di alluminio
60 gr di parmigiano

Metti la farina in una ciotola, aggiungi acqua e olio d’oliva in parti uguali e impasta energicamente.
aggiungi un pizzico di sale. Sbollenta le patate in acqua salata. Con la forchetta schiaccia le patate grossolanamente, aggiungi alle patate schiacciate qualche pezzetto di burro e tutto il parmigiano grattugiato.

La mortadella deve essere tagliata spessa e poi fai piccoli cubetti. Taglia anche tanti cubetti di emmental. Con l’impasto di farina fai tanti dischetti piu’ larghi delle vaschette d’alluminio. Aiutati con il mattarello e distendi la pasta piu’ sottile che puoi. Con un pennello da cucina olia tutte le formette e dopo averle unte versa del pangrattato.

Mantieni della pasta da parte per realizzare i coperchi delle formine, Versa in ogni formina un po’ di patate, un po’ di mortadella, ed un po’ di emmental. Con la pasta rimasta realizza dei dischetti e mettili come coperchi su ogni formina. Buca con la forchetta tutti i coperchi per evitare che si aprano da soli.
Si servono tiepidi.

Come Fare le Tagliatelle Indonesiane

Luca No Comments

Quella che ti propongo adesso è una gustosa ricetta etnica, della cucina indonesiana. La ricetta è indicata per 4 persone. La ricetta è molto gustosa e speziata, e puo’ essere servita anche come piatto unico, grazie ai suoi ingredienti assai vari.

Occorrente
3 picchi d’aglio
2 cucchiaini di zenzero in polvere
6 foglie di cavolo
200 gr di pollo tritato
200 gr di gamberetti
3 carote
1 costa di sedano
2 cucchiai di polpa di pomodoro
350 g di tagliatelle
1 bicchiere di brodo
Sale

Prendiamo il pollo e tritiamolo, poi puliamo i gamberetti eliminando la testa e la corazza, e tritiamoli.
Laviamo le foglie di cavolo e tagliamole a listarelle.
In una casseruola mettiamo il pollo e i gamberi tritati, il cavolo, un po’ di pepe lo zenzero e l’aglio anch’esso tritato.
Mescoliamo tutto.

Aggiungiamo il burro e poniamo sul fuoco la casseruola e facciamo rosolare a fiamma media.
Quando è rosolato copriamo e lasciamo cuocere per una decina di minuti, mescolando di tanto in tanto.
Nel frattempo affettiamo le carote a fette sottilissime, tritiamo il sedano, e aggiungiamole al soffritto.

Aggiungiamo anche la polpa di pomodoro e il brodo, mescoliamo e lasciamo cuocere fino a quando le carote non diventano tenere.
In una pentola a parte mettiamo l’acqua per cuocere le tagliatelle.
Quando sono pronte scoliamole e versiamole nella casseruola del pollo. Facciamo insaporire il tutto per qualche minuto mescolando bene. Serviamo caldo.