Cucina

Come Preparare Arrosto di Manzo alle Verdure Colorate

Luca No Comments

Oggi vediamo come preparare un arrosto di manzo alle verdure colorate.

Ingredienti
800 gr di polpa di manzo
1 e mezzo bicchiere di brodo vegetale
Mezzo bicchiere di vino bianco
Olio extravergine di oliva
1 spicchio di aglio
1 cipolla bianca
Salvia
Rosmarino
Timo fresco
Sale e pepe qb
1 cucchiaio di farina

Nella pentola a pressione rosolare nell’olio extravergine di oliva gli aromi, lo spicchio di aglio tagliato a fettine sottili e la cipolla.
Farvi dorare la polpa di manzo, precedentemente legata con dello spago da cucina, su tutti i lati, per sigillare le fibre e mantenere la carne ricca di succhi.
Salare e pepare la carne, sfumare con il vino bianco e quando è evaporato aggiungere il brodo caldo.
Chiudere la pentola, portarla a pressione e fare cuocere venti minuti.
Aprire la pentola a pressione, prelevare l’arrosto, slegarlo e avvolgerlo in carta di alluminio per farlo riposare. Aggiungere al liquido di cottura, il cucchiaio di farina, stemperare e frullare il tutto.
Servire l’arrosto tagliato a fette con la salsa in accompagnamento.

Verdure colorate in pentola a pressione
Topinambur, carote e cipollotti biologici
Timo
Olio extravergine di oliva
Sale
Lavare, pulire e tagliare le verdure che accompagneranno l’arrosto, quali cipollotti novelli, topinambur e carote.
Posizionarle nel cestello per la cottura a vapore della pentola a pressione, facendo attenzione a non rovinare le foglie dei cipollotti.
Aggiungere un trito di timo fresco sulle verdure e 2 bicchieri di acqua all’interno della pentola a pressione. Chiudere e cuocere per 5-6 minuti dalla partenza del fischio.
Prelevare le verdure dalla pentola, disporle su un piatto e condirle con scaglie di sale e un filo di olio extravergine di oliva.

Cheesecake al Latte di Cocco e Fragole

Luca No Comments

La cheesecake solitamente non rappresenta un dolce per le serate in solitaria, ma un dessert di festa e di condivisione con gli amici. Perchè è ricca, voluttuosa e divertente.
Così vorrei le mie, le nostre giornate da oggi, ricche, voluttuose e divertenti e in compagnia degli amici.

Ingredienti
Per il guscio
300 gr di biscotti integrali
100 gr di burro salato
60 gr di cocco disidratato

Per il ripieno
200 gr di robiola
200 gr di zucchero
400 ml di latte di cocco
3 uova
70 ml di panna

Per la decorazione
Fragole fresche
Cocco disidratato
Fiori di rosmarino

Preparazione
Ridurre i biscotti in polvere nel mixer. Mescolare questa farina con il cocco disidrata e amgalmarvi il burro fuso. Stendere con le dita il composto ottenuto in uno stampo a cerniera 22 cm, rivestito sul fondo di carta forno, facendo risalire i biscotti bene lungo i bordi. Compattare bene con le mani e lasciare riposare in frigorifero una ventina di minuti.

In una terrina battere i tuorli con lo zucchero, fino a che questo si sarà sciolto e il composto aumenterà di volume. Aggiungere la robiola, la panna e il latte di cocco. In ultimo gli albumi montati a neve.
Versare il composto nel guscio di biscotti e infornare a 180° per 40 minuti.

Sfornare, lasciare raffreddare e decorare con fragole fresche e polvere di cocco. Io ho utilizzato anche i fiori del rosmarino.

Meglio lasciare riposare alcune ore il dolce in frigorifero prima di servirlo. Sarà più gradevole al gusto e farete meno fatica ad affettarlo.

Come Preparare Cocktail Analcolici

Luca No Comments

Per un after dinner o per un aperitivo con i tuoi amici, sfoggia le tue qualità di barman e divertiti a preparare deliziosi cocktail analcolici così da finire la serata in bellezza e guidare fin casa senza problemi. Questi cocktail sono molto adatti anche per le feste dei più piccini, in sostituzione della classica aranciata e Coca cola.

Se stai preparando un aperitivo da consumare durante una partita a carte con gli amici, allora è bene che tra i tuoi ingredienti figuri anche la Schweppes, ma se prepari dei rinfreschi per una feste di bambini, meglio concentrarsi unicamente sui vari succhi e sciroppi. Questo perchè il retrogusto “amaro” della Schweppes non è apprezzato dai più piccini. Lo Shaker non è indispensabile, ti basterà un cucchiaino (meglio se una paletta in plastica) per girare la miscela a fine preparazione.
Ecco alcuni abbinamenti capaci di soddisfare un po’ tutti i palati:
-Schweppes, sciroppo di cocco, granatina e ananas. Regola le quantità in base ai tuoi gusti e in mancanza della granatina puoi usare un semplice sciroppo di fragola. Per i bambini aumenta la dose di succo d’ananas o semplicemente sostituisci la Schweppes con qualche goccia di gassosa.
-Mango mixybar, succo d’arancia, succo di limone, schweppes tonica. Questo può essere decorato con qualche fogliolina di menta.
-Crema di caffè, succo d’arancia e Coca-cola. Questo cocktail è il “casablanca”. L’accostamento caffè/Coca-cola potrebbe destare sospetto ma è decisamente adatto come after dinner:

Gli sciroppi sono quelli usati anche solo con l’acqua, come menta e orzata, e possono essere acquistati a pochi euro in tutti i supermercati.
Ricorda che oltre gli ingredienti del composto, un ottimo cocktail necessita di bicchieri adatti e decorazioni varie. Le decorazioni si applicano solo dopo aver completato la miscela liquida. Una decorazione universalmente valida e di facile preparazione è la scorza d’arancia tagliata a spirale. In alternativa, puoi mettere sul bordo del bicchiere una fettina d’arancia.
Importante è anche il ghiaccio, che dovrebbe essere trasparente come quello che si ottiene con un fabbricatore di ghiaccio.

Lava per bene l’arancia, tagliala a metà e ricavane una fetta dalla circonferenza completa. Pratica un taglietto trasversale sull’arancia in modo che possa aderire stabilmente al tuo bicchiere. Usa bicchieri dalla bocca larga, ad esempio un bicchiere da cognac o un paris.

Come Abbinare il Vino Giusto al Cibo

Luca No Comments

Siamo abituati ad assaggiare i vini della nostra regione di origine. Per esempio allora i piemontesi amano i vini di un certo corpo, in emilia romagna invece si preferisce il vino fresco e frizzante. In altre località (alto adige, per es.) si predilige prestar attenzione al profumo.

Ognuno di noi usa come parametro il vino a cui è abituato per giudicare quello di altri luoghi. Se proviamo ad ampliare il discorso anche alla combinazione giusta del vino a una certa pietanza, allora non ci si raccapezza più. Intanto, il vino deve essere portato in tavola alla temperatura giusta. L’ideale è avere a disposizione un cantinetta frigo per vino, che permette di impostare la temperatura desiderata.

Cosa certamente più importante da considerare è che bisogna scegliere sempre i vini bianchi più giovani: infatti per i bianchi non vale la teoria dell’invecchiamento. Mai bere un vino bianco che abbia superato i tre anni d’età perchè sicuramente si tratta di un vino che ha perso quelle caratteristiche che formano il suo pregio!

Il discorso è simile anche per i vini rosati e per i vini rossi, con le giuste differenze. I vini italiani solitamente non sono vini che hanno bisogno di essere invecchiati per regalare le loro qualità migliori. Nella maggioranza dei casi i vini invecchiati da più di 10 anni hanno perso non solo le loro caratteristiche, ma rischiano anche di non essere più bevibili a causa dell’ossidazione. In ogni caso bisogna considerare l’invecchiamento solo prendendo in considerazione gli anni passati dalla vendemmia e quindi quelli passati in botte, non quelli passati in bottiglia!

Sono pochissimi i vini italiani che devono invecchiare per dare il meglio. Sono i cosiddetti re della tavola, i vini più nobili, come il raboso, il grignolino, l’inferno, il barolo. Essi devono essere serviti con carni rosse o cacciagioni.

Tra i vini che invece si adattano perfettamente a tutto i pasti, senza discriminazioni, abbiamo:
tra i bianchi: il riesling, il tocai, il soave;
tra i rossi: il bardolino, il barbero, il merlot.
Buona bevuta.

Come Conservare i Tartufi

Luca No Comments

Molti dicono che la conservazione dei tartufi, siano essi bianchi o neri, non è possibile, visto che la nobiltà stessa dell’alimento, e le sue caratteristiche, lo impediscono. Per conservare il tartufo per tempi più o meno lunghi, nero o bianco che sia, ti confido un trucco di un trifulau, ovvero, un cercatore di tartufi dell’albese.

I migliori tartufi sono sicuramente quelli bianchi delle colline di Alba, nel cuneese. Se hai il piacere di degustare questa prelibatezza per palati sopraffini, il difficile è conservarli, poichè è un alimento molto facilmente deteriorabile. La prima cosa che perde è l’aroma, con una straordinaria facilità al marcimento.

Puoi conservare il tartufo in diversi modi, ma te ne consiglio uno in particolare: utilizza un contenitore a chiusura ermetica, in modo che il profumo non si disperda. Dopo aver disposto i tartufi nel contenitore, ricoprili con cenere o riso, in modo che ne mantengano l’umidità e non li facciano asciugare e marcire, e recuperali solo al momento dell’uso. Se utilizzi il riso per conservare i tartufi ricordati che ne assorbirà il profumo, quindi non gettarlo via ma utilizzalo per fare dei risotti.

Un altro modo di conservazione che ti posso consigliare, è quello di utilizzare dei contenitori di vimini. Avvolgi uno ad uno i tartufi in carta paglia umida, che dovrai ricordarti di cambiare e inumidire ogni giorno. Con questo metodo di conservazione riuscirai a mantenere la fragranza del tubero al massimo per dieci giorni.

Un’altra soluzione, se si dispone di una macchina per sottovuoto, è la conservazione sottovuoto.
Bisogna preparare la macchina e chiudere con attenzione il sacchetto contenente il tubero. Il sacchetto deve essere chiuso in modo ermetico, in caso contrario si rischia di fare il sottovuoto invano. Dopo avere controllato eventuali punti aperti, inseriamo il sacchetto nella macchina e aspiriamo tutta l’aria contenuta. Vedremo il sacchetto restringersi su se stesso e cingere completamente il tartufo intero.

Il metodo che ti consente di conservarli più a lungo è quello di congelarli, procedura
pulisci il tubero con carta da cucina per liberarlo dalle impurità senza lavarlo.
Procurati del burro di prima qualità, scioglilo a bagnomaria, poi passalo in frigo, dopo un quarto d’ora vedrai che le due parti si saranno divise. Prendi solo la parte che galleggia (solo burro) e quando è ancora a pomata immergi il tartufo a scaglie. Fai delle palline e avvolgile in un pezzo di carta da forno inumidita e ben strizzata e poi in pellicola e metti nel congelatore. Consuma entro due o tre mesi.